Cassano Magnago 27 Gennaio 2026
Care studentesse, cari studenti,
a voi rivolgo queste parole in occasione della ricorrenza odierna, in ricordo di una delle più grandi tragedie della storia dell’uomo.
Oggi è la Giornata della Memoria: la memoria sulle atrocità perpetrate nei confronti degli ebrei, zingari, omosessuali e oppositori politici nei lager nazisti. Una ferita ancora aperta con la quale la nostra Europa ha il dovere di fare i conti.
Pensare che simili atrocità siano solo un ricordo lontano è un errore che non ci possiamo permettere di fare, poiché potenti dittature sanguinarie ancora oggi sono in piedi e minacciano l’umanità.
Ricordare quelle atrocità è il primo passo per non far ricadere negli orrori del nostro passato il nostro libero mondo occidentale ed essere consapevoli che dovremo fare di tutto per difendere questa nostra libertà; libertà che vive solo se continua ad esistere il rispetto reciproco.
Scriveva Primo Levi:
“Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l’indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l’abdicazione dell’intelletto e del senso morale davanti al principio d’autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un’idea.”
Era l’anno 1968. Se oggi celebriamo il Giorno della Memoria, ecco che il nostro dovere è innanzitutto riaffermare la verità storica di quanto è stato: conoscere, investire sempre di più nel sapere, nella cultura e nella educazione al rispetto, all’accoglienza delle differenze, non lasciare che l’odio non abbia mai una risposta.
Dobbiamo metterci in gioco in prima persona, senza attendere che siano sempre “gli altri”: perché “gli altri” siamo noi oggi, nessuno escluso.
Questo impegno lo dobbiamo a tutti gli uomini e le donne che lottarono nella Resistenza, che si opposero con coraggio alla dittatura fascista e all’occupazione nazista e ricevettero in risposta violenza, persecuzione e incarcerazione, a chi fu deportato e fu ucciso, ai loro cari che ne attesero invano il ritorno.
Lo dobbiamo alle nuove generazioni: non è un peso che ci piace, ma il compito di lasciare ai giovani di oggi un mondo libero e democratico è anche sulle nostre spalle.
Vi invito, a questo scopo, a cercare e a trovare nel vostro studio l’amore per la nostra cultura, per la nostra storia, per le nostre tradizioni, perché solo chi non ha una vera identità ha paura delle altre e quindi ne fugge il confronto e il dialogo.
La pace tra i popoli inizia proprio tra i banchi di scuola, nella dialettica quotidiana con i vostri compagni di banco, verso i quali dovete coltivare quel rispetto che vi deve accompagnare per tutta la vita.
Imparate a difendere le vostre idee e la vostra personalità, anche se sono diverse da quelle degli altri, e rispettate chi è diverso da voi, o chi semplicemente la pensa in un modo differente.
Combattete ogni forma di odio, sostenendo la pace e l’amicizia, perché alimentare odio con altro odio può portare l’essere umano a scrivere le pagine più buie della storia.
Siate i protagonisti di un futuro di fratellanza e di pace: il domani è nelle vostre mani e le vostre azioni di tutti i giorni possono cambiare la storia, portando pagine di luce.
Un caro saluto a tutti voi ragazzi.
Il Sindaco
Arch. Pietro Ottaviani
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